I principi per una didattica digitale sostenibile spiegati per bene. Grazie a @nilocram per aver fatto conoscere questa preziosa risorsa e per la traduzione in italiano della presentazione di Emmanuel Zimmert.
Il prossimo passo è la traduzione in italiano dei vari servizi presentati nell’articolo.

Software libero & TD

Riprendo e traduco questo articolo di Emmanuel Zimmert in cui l’autore espone i principi su cui si basa La Digitale un progetto che sviluppa e distribuisce gratuitamente una raccolta di strumenti digitali e applicazioni libere e responsabili da utilizzare soprattutto nell’insegnamento/apprendimento in presenza e a distanza.

Ecco come vengono presentati gli obiettivi di La Digitale nella home page del sito:

  1. progetta e sviluppa strumenti e applicazioni digitali liberi e responsabili per insegnanti;
  2. accresce la consapevolezza delle buone pratiche e della sobrietà digitale in ambito educativo;
  3. difende una tecnologia digitale educativa virtuosa e inclusiva lontana dalle grandi aziende guidate dalla corsa al profitto e dalla raccolta e vendita di dati.

Viste le premesse, penso che valga la pena provare gli strumenti liberi che Emmanuel Zimmert ha sviluppato e messo a disposizione gratuitamente.

Gli strumenti sviluppati da La Digitale

Qui sotto trovate la traduzione italiana del suo articolo che è distribuito con…

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Appena scoperta la possibilità di fare il riconoscimento caratteri on-line attraverso un bot di #Mastodon.

Il bot è https://fedi.lynnesbian.space/@OCRbot e per usarlo basta fare un toot in cui menzionare @OCRbot@fedi.lynnesbian.space allegando la foto con il testo da riconoscere.

Dopo qualche minuto ricevere la risposta del bot con il testo riconosciuto.

Io c’ero

Alessandro Barbero e Wikipedia

I video delle lezioni del prof. Formiconi, per non perderli

Stamattina mi son messo a scartabellare tra le mie cose che era tempo che non guardavo. Son saltati fuori ricordi che avevo dimenticato, sensazioni che avevo accantonato, e un libro che adesso mi devo rileggere: Apprendimento cooperativo in classe.

Questa lettera mi è piaciuta molto, la ripubblico in modo da non dimenticarla. Grazie

Caro Massimo, sono un insegnante maschio, lombardo, sui cinquanta: italiano, latino e storia in un liceo scientifico di provincia. Ho cominciato la didattica a distanza (dad) il 26 febbraio, usando Google Suite for Education, e arrivato alla fine dell’anno vorrei farne un bilancio. Il punto di vista è solo personale, ma preferisco rimanere anonimo: certi…

Lettera di un insegnante sulla didattica a distanza — manteblog

Quante cose si possono vedere elaborando i dati, partiamo da questo sito https://engaging-data.com/ per scoprire per esempio la simulazione di come galleggia un iceberg oppure il punto di vista diverso della mappa della terra a seconda di quale stato si mette al centro e altro ancora.

Uno spazio da annotare e da esplorare

Seguo con interesse il blog di cui riporto l’esperienza di costruzione collettiva di un problema. Mi piace sottolineare il passaggio in cui viene descritta la discussione. Lo riporto qui per non perderlo nel mare di informazioni con cui veniamo in contatto tutti i giorni.

La classe si accende. I bambini intervengono con entusiasmo, lavorano insieme. Non devo faticare a moderare la discussione perché ormai i meccanismi della partecipazione sono acquisiti. Basta alzare la mano e si esce fuori dall’ombra dando il proprio contributo. Alcune idee devono essere scartate, altre migliorate, e quando intercedo lo faccio solo per stimolare il ragionamento. Non suggerisco mai, mi limito soltanto a spalancare la finestra sul panorama che ci si apre davanti. Alla fine il testo del problema che viene fuori è perfetto e i bambini si mettono al lavoro. Senza saperlo, durante il gioco di costruirlo ragionandoci insieme, lo hanno già risolto.

I problemi collettivi — gli opliti di Aristotele

Aggiornare Linux Mint non è difficile, soprattutto se si seguono le ottime indicazioni che si trovano sul blog ufficiale della distribuzione oppure nei puntuali articoli del blog Marco’s Box. A volte, dopo l’aggiornamento di versione della distribuzione Linux Mint Cinnamon, ho riscontrato un problema: non si avvia più il pannello delle impostazioni.

Lanciando il comando cinnamon-settings viene evidenziato questo errore:

Traceback (most recent call last):
  File "/usr/share/cinnamon/cinnamon-settings/cinnamon-settings.py", line 726, in <module>
    window = MainWindow()
  File "/usr/share/cinnamon/cinnamon-settings/cinnamon-settings.py", line 309, in __init__
    for module in modules:
  File "/usr/share/cinnamon/cinnamon-settings/modules/cs_desktop.py", line 6, in <module>
    gi.require_version('Nemo', '3.0')
  File "/usr/lib/python3/dist-packages/gi/__init__.py", line 130, in require_version
    raise ValueError('Namespace %s not available' % namespace)
ValueError: Namespace Nemo not available

Il tutto si risolve commentando la riga 6 del file cs_destktop.py che si trova nella directory /usr/share/cinnamon/cinnamon-settings/modules/ e si presenta così:

gi.require_version('Nemo', '3.0')

ho modificato così:

# gi.require_version('Nemo', '3.0')

In questo modo il pannello di controllo di Cinnamon riprende a funzionare.

https://wp.me/p76Ppw-nZO