Che forza la possibilità di creare contenuti interattivi da inserire in una pagina web dove si vuole. È quello che si può fare usando h5p.org.

Con questo servizio puoi creare diverse attività da usare poi dove vuoi.

Da esplorare!

 

p.s. se hai un sito costruito con wordpress basta aggiungere il plugin h5p e hai a disposizione la possibilità di creare le attività nel tuo blog. Naturalmente deve essere installato in un hosting proprio, non usando wordpress.com

Semplici regole da seguire per navigare in rete in modo consapevole e rispettoso di ciò che fanmo gli altri.

Do you speak social? – http://wp.me/p7hzaJ-cf

L’alba dei post viventi Era una notte buia e tempestosa. Ho sempre sognato di iniziare così un articolo🙂 Scherzi a parte, la frase rievoca la precisa atmosfera che accompagna, per ogni inse…

Sorgente: Guida Gratuita per (ri)Animare il Blog di Classe

Quando scrivo un post (un articolo) con wordpress ho la possibilità di assegnare una o più categorie.

Se non intervengo i vari articoli che scrivo vengono visualizzati uno dopo l’altro seguendo un ordine temporale. A lungo andare ho quindi post che parlano di argomento diverso mischiati tra loro. Attraverso le categorie posso fare in modo di raggruppare tutti gli articoli dello stesso argomento, per esempio tutti quelli che parlano di italiano, quelli di storia o di geografia… Leggi il seguito di questo post »

Il Raspberry mi ha sempre un po’ incuriosito. Tempo fa un amico me ne ha regalato uno e ogni tanto ci pasticcio un po’ per un tempo direttamente proporzionale alle cose che riesco a fare. A ottobre, durante la EU Code Week, Andreas Formiconi ha fatto un intervento illustrando Kano, un sistema operativo che gira su raspberry orientato all’insegnamento della programmazione ai bambini. Avevo già provato a scaricare l’immagine di questo SO ma per varie ragioni non ero mai riuscito a metterlo sulla SD Card. Poi finalmente ci sono riuscito, probabilmente complice il fatto di avere una sd nuova🙂

E allora via agli esperimenti!

Prima di tutto provato Kano: bello, colorato, pieno di attività. Vediamo che se ne può fare. Poi scaricato e installato Raspbian ultima versione. E qui altro esperimento: mettere un servizio tipo EtherpadPiratepad o Framapad a disposizione della rete locale.

Ho seguito queste guide, una per installare il modulo node.js, e una per installare Ehterpad e ci sono riuscito!Etherpad

In questi giorni ho conosciuto un po’ di più le possibilità di un servizio come Open Street Map, una mappa costruita dagli utenti.
Ci si possono fare mille e mille cose: mi ci sto perdendo…

 

Spesso dalla lettura dei post del Mooc Loptis (Laboratorio online permanente di tecnologie internet per la scuola) nascono piste di approfondimento e di esplorazione. L’articolo “La chiusura è un disvalore” cita alcuni testi, ne ho scelto uno: La quinta disciplina, di Peter Senge.

quinta-disciplina

I commenti e i testi di Maria Grazia Fiore mi hanno incuriosito ancora di più e allora ecco che ho tra le mani questo testo che ho appena cominciato.

Già l’introduzione mi piace molto, le riflessioni che fa rispetto al “sistema di gestione dominante” mi confermano che si deve cercare di trovare strade alternative e stimolanti per la scuola di oggi in cui, troppo spesso, i nostri ragazzi sono considerati vasi da riempire e perdono strada facendo l’entusiasmo dell’apprendere e dello scoprire.

Delinea il futuro nel valore della collaborazione e della condivisione.

Di Senge nella introduzione citando persone significative e praticanti l’apprendimento organizzativo:

A modo loro, ognuno ha creato un sistema alternativo di gestione basato sul rispetto inveve che sulla paura, sulla curiosità invece che sull’insistente ricerca della risposta «giusta» e sull’apprendimento invece che sul controllo

e poi ancora:

Far si che le organizzazioni apprendano è possibile, perchè nel profondo siamo tutti discenti. Nessuno deve insegnare a un infante come si apprende. In effetti, agli infanti nessuno deve insegnare alcunchè. Essi sono per natura discenti curiosi ed energici, che imparano a camminare, a parlare e in larga misura a gestire i loro affari a modo loro.

Infine:

I singoli entrano nelle aziende come persone brillanti, ben istruite e piene di energia, con una gran voglia di fare qualcosa di diverso. Ma già a trent’anni soltanto pochi restano “in campo”, mentre gli altri semplicemente “mettono a disposizione il loro tempo”, per poi fare ciò che veramente li interessa durante il fine settimana. Essi perdono il commitment, l’impegno, il senso della missione e l’eccitazione con cui avevano cominciato le loro carriere.

Solleticata la mia curiosità dal post di Andreas sulla modellazione 3d, ecco che ho cominciato a esplorare questo nuovo mondo.

Guarda caso, nei giorni scorsi, vicino a casa mia, un giovane ragazzo ha aperto un negozio dove tratta stampanti 3d e quindi oggi sono andato a curiosare. Ho portato anche una chiavetta con qualche modello per capire cosa avrei potuto fare. Sono uscito con l’ordine della mia prima stampa, un modello reggitelefono che non ho minimamente modificato.

E poi, ecco che ho cominciato a pasticciare, sia esplorando thingiverse, che facendo un primo esperimento in tinkercad.

Cosa avrei potuto fare se non una targhetta con il nome di mia figlia che mi pressava con il fiato sul collo? Ecco il modello su tinkercad.

Per ora è abbastanza.

Nella scuola in questi ultimi mesi si sente parlare in modo sempre più frequente di coding, il pensiero computazionale, tralasciato nell’insegnamento dell’informatica a discapito dell’addestramento all’uso di alcuni programmi che vengono da molti ritenuti indispensabili.
Il ministero dell’Istruzione si è fatto promotore di un’iniziativa che ha lo scopo di colmare la grossa lacuna che si è formata nel percorso formativo della nostra scuola. Attraverso la partecipazione a Programma il futuro gli insegnanti hanno la possibilità di far partecipare i propri alunni ad attività di coding all’interno della piattaforma americana Code.org.
Anche io ho partecipato e iscritto le due classi in cui lavoro. I bambini, di 9 anni, una volta la settimana svolgono le attività proposte in modalità laboratoriale, oppure a casa autonomamente.
Una delle lezioni che si incontrano nel percorso prevede l’invenzione di una storia. Il risultato è stato che la fantasia ha cominciato ad espandersi e i bambini ci hanno preso gusto.
Abbiamo cominciato a raccogliere i risultati in una pagina di un wiki che teniamo come block-notes condiviso e veloce per i lavori di classe. E allora ecco che è scattata l’imitazione: i bambini hanno cominciato a guardare le storie degli altri e a migliorare le proprie.
Per adesso siamo arrivati qui, vedremo come continuerà il lavoro.

Piccoli appunti per riflettere sull’insegnamento della matematica.

Prima di tutto un video di Daniela Lucangeli:

Interessante è anche il discorso di Camillo Bortolato riguardo il suo metodo analogico. Ecco un video che illustra l’uso della linea del 20: