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Che forza la possibilità di creare contenuti interattivi da inserire in una pagina web dove si vuole. È quello che si può fare usando h5p.org.

Con questo servizio puoi creare diverse attività da usare poi dove vuoi.

Da esplorare!

 

p.s. se hai un sito costruito con wordpress basta aggiungere il plugin h5p e hai a disposizione la possibilità di creare le attività nel tuo blog. Naturalmente deve essere installato in un hosting proprio, non usando wordpress.com

Nella scuola in questi ultimi mesi si sente parlare in modo sempre più frequente di coding, il pensiero computazionale, tralasciato nell’insegnamento dell’informatica a discapito dell’addestramento all’uso di alcuni programmi che vengono da molti ritenuti indispensabili.
Il ministero dell’Istruzione si è fatto promotore di un’iniziativa che ha lo scopo di colmare la grossa lacuna che si è formata nel percorso formativo della nostra scuola. Attraverso la partecipazione a Programma il futuro gli insegnanti hanno la possibilità di far partecipare i propri alunni ad attività di coding all’interno della piattaforma americana Code.org.
Anche io ho partecipato e iscritto le due classi in cui lavoro. I bambini, di 9 anni, una volta la settimana svolgono le attività proposte in modalità laboratoriale, oppure a casa autonomamente.
Una delle lezioni che si incontrano nel percorso prevede l’invenzione di una storia. Il risultato è stato che la fantasia ha cominciato ad espandersi e i bambini ci hanno preso gusto.
Abbiamo cominciato a raccogliere i risultati in una pagina di un wiki che teniamo come block-notes condiviso e veloce per i lavori di classe. E allora ecco che è scattata l’imitazione: i bambini hanno cominciato a guardare le storie degli altri e a migliorare le proprie.
Per adesso siamo arrivati qui, vedremo come continuerà il lavoro.

Piccoli appunti per riflettere sull’insegnamento della matematica.

Prima di tutto un video di Daniela Lucangeli:

Interessante è anche il discorso di Camillo Bortolato riguardo il suo metodo analogico. Ecco un video che illustra l’uso della linea del 20:

Scratch è un programma che è da molto tempo che mi incuriosisce. Per vari motivi non ho mai avuto modo di fare poco più che qualche velocissima esplorazione, senza approfondire più di tanto. scratch1Questa estate è arrivato però alla ribalta il tema del coding: introdurre nelle scuole la materia dell’informatica non come mero addestramento all’uso di programmi specifici, ma come attività di programmazione attraverso programmi come per esempio Scratch. Come punto di partenza della mia esplorazione ho preso la pagina del wiki del gruppo di wiildos Scratch e i suoi fratelli, in cui è inserito il lavoro del maestro Alessandro Rabbone. Rabbone ha una grande esperienza d’uso del coding nella sua attività, raccolta nel sito personale, e ha colto l’occasione del ritorno in auge di questo tema per inaugurare un blog dedicato esclusivamente alla programmazione. Ecco, questi i miei punti di partenza. Intanto esploro, poi si vedrà…

Nei giorni scorsi Andreas in un commento in risposta ad uno dei suoi post scriveva così:

Devo dire che non riesco ancora a capacitarmi di come tante cose attuali, utili e per nulla superficiali continuino a rimanere fuori dalla scuola. Una delle idee di questo laboratorio è proprio quella di portarci questo mondo, che non è tanto fatto di interfacce grafiche, social network e simili ma di una cultura assai precedente, ormai. Insomma, per dirla in uno dei vari modi possibili: è un discreto fallimento culturale che chi si occupa di latino o matematica non si sia accorto che attraverso la manipolazione dei codici informatici (software e dintorni) si possa esercitare il pensiero come lo si fa con il latino o la matematica, con il beneficio di poter intrecciare queste prospettive, al tempo stesso avvicinandosi al mondo in cui i giovani di fatto vivono.

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Partecipando al loptis mi sono entusiasmano per le proposte di Andreas Formiconi, la mente del laboratorio.
Ho apprezzato molto la logica dei commenti che servono per creare una comunità che cresce insieme e che, attraverso i propri dubbi e le soluzioni alle difficoltà, crea un patrimonio di conoscenza raggiungibile da tutti i frequentatori del web.
La proposta di traduzione collaborativa di un testo appoggiandosi alla piattaforma offerta da wikispaces è stata un’altra iniziativa che mi ha spinto a proporre qualcosa di simile ai componenti della lista Wii libera la lavagna, di cui faccio parte.
Infatti dalla scorsa settimana è disponibile un wiki, wikiesploriamo, che ha come obiettivo quello di conoscere la piattaforma wiki esplorandone le possibilità in modo attivo, con esperimenti, tentativi e suggerimenti che permettano di acquisire competenze utili da spendere poi sia nell’attivita didattica che per un uso personale consapevole e da protagonista della rete.
Da Andreas sto imparando anche a non lasciarmi bloccare da un programma ben definito, ma a lasciarsi andare a cogliere gli stimoli che arriva dai frequentatori del wiki. Il punto di arrivo è ben presente, davanti a me, ma la strada si definisce di giorno in giorno.
Concludo con un invito a tutti quelli che vogliono conoscere un po’ di più una piattaforma wiki e in particolare wikispaces a partecipare all’esplorazione

Il pad è uno strumento di scrittura collaborativa che mi ha colpito dal momento che sono venuto a conoscenza della sua esistenza. Frequentando il LOPTIS l’interesse si è fatto ancora più vivo, in particolare leggendo l’ottimo post del prof. Andreas Formiconi.

Oggi ho avuto modo di utilizzarlo per favorire l’integrazione di una bambina che ha come unico mezzo di comunicazione il computer. Ho creato un pad personalizzato a suo nome, che viene proiettato con la LIM in modo che tutti i compagni possano vedere in tempo reale gli interventi della bambina.

I miei colleghi, che non coscevano questo strumento, sono per ora entusiasti delle possibilità offerte da questo semplice strumento. Vedremo nei prossimi giorni, anche se ormai manca veramente poco alle vacanza natalizie, se avranno modo di utilizzarlo in classe e come andrà.

Vi terrò aggiornati.