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Le istanze di Mastodon, elemento caratteristico e fondamentale del Fediverse
Le istanze di Mastodon, elemento caratteristico e fondamentale del Fediverse

Una serie di ottimi articoli di CaGiZero per cercare di capire cos’è e come funziona Mastodon e il Fediverse, social network alternativi e federati.

Gli articoli sono lunghi e ben articolati, meritano la lettura per potersi orientare dentro un mondo estremamente variegato.

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Un nuovo modo di stare sui social: Mastodon

Ca_Gi_Zero, che ho incontrato per caso qui su wordpress, spiega in tre articoli in che cosa consiste, come funziona e dà qualche indicazione che può orientare la scelta. Per provare un’alternativa

Cos’è Mastodon

Il grande mondo del Fediverse

Breve recensione delle istanze di Mastodon e il loro senso

Dopo aver ascoltato l’ultimo episodio di Dataknightmare torna la curiosità per capire meglio come funziona Git. Cercherò di metterci la testa in questi giorni di vacanze natalizie. Ne uscirà qualcosa? È un approccio alla scrittura di documenti diverso e per certi versi affascinante. Ho tentanto altre volte fino ad ora a cercare di capirci un po’ di più su sto Git, ma senza successo. Ho trovato questa guida, se qualcuno ha altri consigli mi faccia sapere.

Quando incontro Matteo, Luisa e Andrea nascono sempre nuove idee. Inizia l’esplorazione del mondo dei robot con l’MBot!

Che ne uscirà? Intanto cominciamo a riceverlo poi si vedrà.

Il Raspberry mi ha sempre un po’ incuriosito. Tempo fa un amico me ne ha regalato uno e ogni tanto ci pasticcio un po’ per un tempo direttamente proporzionale alle cose che riesco a fare. A ottobre, durante la EU Code Week, Andreas Formiconi ha fatto un intervento illustrando Kano, un sistema operativo che gira su raspberry orientato all’insegnamento della programmazione ai bambini. Avevo già provato a scaricare l’immagine di questo SO ma per varie ragioni non ero mai riuscito a metterlo sulla SD Card. Poi finalmente ci sono riuscito, probabilmente complice il fatto di avere una sd nuova 🙂

E allora via agli esperimenti!

Prima di tutto provato Kano: bello, colorato, pieno di attività. Vediamo che se ne può fare. Poi scaricato e installato Raspbian ultima versione. E qui altro esperimento: mettere un servizio tipo EtherpadPiratepad o Framapad a disposizione della rete locale.

Ho seguito queste guide, una per installare il modulo node.js, e una per installare Ehterpad e ci sono riuscito!Etherpad

Solleticata la mia curiosità dal post di Andreas sulla modellazione 3d, ecco che ho cominciato a esplorare questo nuovo mondo.

Guarda caso, nei giorni scorsi, vicino a casa mia, un giovane ragazzo ha aperto un negozio dove tratta stampanti 3d e quindi oggi sono andato a curiosare. Ho portato anche una chiavetta con qualche modello per capire cosa avrei potuto fare. Sono uscito con l’ordine della mia prima stampa, un modello reggitelefono che non ho minimamente modificato.

E poi, ecco che ho cominciato a pasticciare, sia esplorando thingiverse, che facendo un primo esperimento in tinkercad.

Cosa avrei potuto fare se non una targhetta con il nome di mia figlia che mi pressava con il fiato sul collo? Ecco il modello su tinkercad.

Per ora è abbastanza.

Nella scuola in questi ultimi mesi si sente parlare in modo sempre più frequente di coding, il pensiero computazionale, tralasciato nell’insegnamento dell’informatica a discapito dell’addestramento all’uso di alcuni programmi che vengono da molti ritenuti indispensabili.
Il ministero dell’Istruzione si è fatto promotore di un’iniziativa che ha lo scopo di colmare la grossa lacuna che si è formata nel percorso formativo della nostra scuola. Attraverso la partecipazione a Programma il futuro gli insegnanti hanno la possibilità di far partecipare i propri alunni ad attività di coding all’interno della piattaforma americana Code.org.
Anche io ho partecipato e iscritto le due classi in cui lavoro. I bambini, di 9 anni, una volta la settimana svolgono le attività proposte in modalità laboratoriale, oppure a casa autonomamente.
Una delle lezioni che si incontrano nel percorso prevede l’invenzione di una storia. Il risultato è stato che la fantasia ha cominciato ad espandersi e i bambini ci hanno preso gusto.
Abbiamo cominciato a raccogliere i risultati in una pagina di un wiki che teniamo come block-notes condiviso e veloce per i lavori di classe. E allora ecco che è scattata l’imitazione: i bambini hanno cominciato a guardare le storie degli altri e a migliorare le proprie.
Per adesso siamo arrivati qui, vedremo come continuerà il lavoro.

Scratch è un programma che è da molto tempo che mi incuriosisce. Per vari motivi non ho mai avuto modo di fare poco più che qualche velocissima esplorazione, senza approfondire più di tanto. scratch1Questa estate è arrivato però alla ribalta il tema del coding: introdurre nelle scuole la materia dell’informatica non come mero addestramento all’uso di programmi specifici, ma come attività di programmazione attraverso programmi come per esempio Scratch. Come punto di partenza della mia esplorazione ho preso la pagina del wiki del gruppo di wiildos Scratch e i suoi fratelli, in cui è inserito il lavoro del maestro Alessandro Rabbone. Rabbone ha una grande esperienza d’uso del coding nella sua attività, raccolta nel sito personale, e ha colto l’occasione del ritorno in auge di questo tema per inaugurare un blog dedicato esclusivamente alla programmazione. Ecco, questi i miei punti di partenza. Intanto esploro, poi si vedrà…

Da domenica sono in possesso di un Raspberry pi B: oggi mi è arrivato lo scatolino e i vari cavetti. Mi manca ancora il cavetto per il video e poi sono operativo e posso provare a pasticciare un po’. Terrò un diario dei miei esperimenti con questo mini computer.
Ah, dimenticavo, tra poco ricomincia la scuola: chissà che non ci possa fare qualcosa….

Sono proprio curioso!

Partecipando al loptis mi sono entusiasmano per le proposte di Andreas Formiconi, la mente del laboratorio.
Ho apprezzato molto la logica dei commenti che servono per creare una comunità che cresce insieme e che, attraverso i propri dubbi e le soluzioni alle difficoltà, crea un patrimonio di conoscenza raggiungibile da tutti i frequentatori del web.
La proposta di traduzione collaborativa di un testo appoggiandosi alla piattaforma offerta da wikispaces è stata un’altra iniziativa che mi ha spinto a proporre qualcosa di simile ai componenti della lista Wii libera la lavagna, di cui faccio parte.
Infatti dalla scorsa settimana è disponibile un wiki, wikiesploriamo, che ha come obiettivo quello di conoscere la piattaforma wiki esplorandone le possibilità in modo attivo, con esperimenti, tentativi e suggerimenti che permettano di acquisire competenze utili da spendere poi sia nell’attivita didattica che per un uso personale consapevole e da protagonista della rete.
Da Andreas sto imparando anche a non lasciarmi bloccare da un programma ben definito, ma a lasciarsi andare a cogliere gli stimoli che arriva dai frequentatori del wiki. Il punto di arrivo è ben presente, davanti a me, ma la strada si definisce di giorno in giorno.
Concludo con un invito a tutti quelli che vogliono conoscere un po’ di più una piattaforma wiki e in particolare wikispaces a partecipare all’esplorazione