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Un’iniziativa da sostenere.

Noi abbiamo bisogno di voi

25125558_1511530723.7881 Per contribuire clicca su https://www.gofundme.com/internetforimmigrants

560 € in 20 giorni per il Centro Sociale di Poggio alla Croce, con una raccolta fondi internazionale. Chi ci avrebbe scommesso? Pochi probabilmente.

Invece è quello che abbiamo ottenuto grazie all’iniziativa dell’amica canadese Marcie, che ha lanciato una campagna di fundraising finalizzata ad aiutare il doposcuola organizzato presso il Centro Sociale di Poggio.

L’obiettivo che ci eravamo posti, di circa 500 € (800 $ Canadesi, corrispondenti a 528 €) era aggiustato sul costo annuo di un collegamento Internet. Ma le necessità sono tante: la campagna rimane aperta e può andare oltre l’obiettivo previsto. Ben vengano nuove offerte!

Con una precisazione importante: la campagna fa leva sulla questione dell’accoglienza migranti ma il Centro Sociale di Poggio alla Croce rivolge la propria offerta a tutta la cittadinanza, in particolare a chiunque abbia bisogno di assistenza scolastica su italiano, francese, inglese, tedesco, tecnologie, computer, stampa 3D…

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Una proposta di sviluppo di software che cerca di essere rispettosa per noi e per i nostri contenuti.

Software libero & TD

Da Framablog traduco  questo articolo che presenta una proposta per costruire un’alternativa, nel metodo e nella tecnologia, a YouTube. Se non è una rivoluzione, è un cammino verso il cambiamento.
Sono contento di accompagnare Framasoft in questo cammino, anche con il mio piccolo contributo finanziario.
La traduzione è un invito a tutti i sostenitori del software libero a camminare insieme verso quella che a Framasoft hanno chiamato Contributopia.

Buon cammino e buona lettura 🙂

Questa è una rivoluzione. OK, l’espressione ci è stata confiscata da un famoso venditore di mele, ma in questo caso, è l’espressione adatta. E se insieme ci potessimo liberare dall’egemonia di YouTube trasformando il modo di vedere e diffondere i video?
A Framasoft, crediamo che sia possibile … ma non accadrà senza di voi.

YouTube è un orco che costa caro

YouTube è in primo luogo un simbolo. Quello delle piattaforme (Dailymotion, Vimeo, Facebook Film…

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http://wp.me/p1JCk-84

È giunta l’ora di provare seriamente Drupal. Primi passi seguendo questa guida

Vediamo se mi perdo o se riesco ad orientarmi un po’

L’alba dei post viventi Era una notte buia e tempestosa. Ho sempre sognato di iniziare così un articolo 🙂 Scherzi a parte, la frase rievoca la precisa atmosfera che accompagna, per ogni inse…

Sorgente: Guida Gratuita per (ri)Animare il Blog di Classe

In questi giorni ho conosciuto un po’ di più le possibilità di un servizio come Open Street Map, una mappa costruita dagli utenti.
Ci si possono fare mille e mille cose: mi ci sto perdendo…

 

Spesso dalla lettura dei post del Mooc Loptis (Laboratorio online permanente di tecnologie internet per la scuola) nascono piste di approfondimento e di esplorazione. L’articolo “La chiusura è un disvalore” cita alcuni testi, ne ho scelto uno: La quinta disciplina, di Peter Senge.

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I commenti e i testi di Maria Grazia Fiore mi hanno incuriosito ancora di più e allora ecco che ho tra le mani questo testo che ho appena cominciato.

Già l’introduzione mi piace molto, le riflessioni che fa rispetto al “sistema di gestione dominante” mi confermano che si deve cercare di trovare strade alternative e stimolanti per la scuola di oggi in cui, troppo spesso, i nostri ragazzi sono considerati vasi da riempire e perdono strada facendo l’entusiasmo dell’apprendere e dello scoprire.

Delinea il futuro nel valore della collaborazione e della condivisione.

Di Senge nella introduzione citando persone significative e praticanti l’apprendimento organizzativo:

A modo loro, ognuno ha creato un sistema alternativo di gestione basato sul rispetto inveve che sulla paura, sulla curiosità invece che sull’insistente ricerca della risposta «giusta» e sull’apprendimento invece che sul controllo

e poi ancora:

Far si che le organizzazioni apprendano è possibile, perchè nel profondo siamo tutti discenti. Nessuno deve insegnare a un infante come si apprende. In effetti, agli infanti nessuno deve insegnare alcunchè. Essi sono per natura discenti curiosi ed energici, che imparano a camminare, a parlare e in larga misura a gestire i loro affari a modo loro.

Infine:

I singoli entrano nelle aziende come persone brillanti, ben istruite e piene di energia, con una gran voglia di fare qualcosa di diverso. Ma già a trent’anni soltanto pochi restano “in campo”, mentre gli altri semplicemente “mettono a disposizione il loro tempo”, per poi fare ciò che veramente li interessa durante il fine settimana. Essi perdono il commitment, l’impegno, il senso della missione e l’eccitazione con cui avevano cominciato le loro carriere.

Aspettiamo con ansia e curiosità questo appuntamento.

Antomaestra7

Martedì 10 giugno

Presso la Scuola Primaria “C. Collodi” a Paderno d’Adda (ICS Robbiate -Lc-)

alle 0re 15.30

incontro con il prof. Andreas Formiconi

“Dal laboratorio alla classe e dalla classe al laboratorio,

un continuo viaggio di andata e ritorno”

Discussione e confronto sulla tecnologia libera a scuola: consigli e sconsigli

http://iamarf.org/2014/05/09/il-laboratorio-itinerante-loptis/

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Interessante visione di quello che è l’introduzione della tecnologia nella scuola, con uno sguardo al futuro

dei libri passati presenti e futuri

Sono almeno sei gli articoli che mi piace approfondire questa settimana, anche se poi in fondo gli argomenti sono solo due, ma piuttosto sostanziosi: il meticciato cartaceo-digitale e la sempiterna querelle delle tecnologie nella scuola.

Il primoargomento viene affrontato da un recente articolo del Guardian che sottoscrivo sin dal titolo: Paper vs digital reading is an exhausted debate. L’articolo parte dall’affermazione di Tim Waterstone, il fondatore delle omonime librerie, secondo il quale “la rivoluzionedigitale sta per finire e la carta resisterà“.  Se sulla primaparte della frase l’autore dell’articolo non si dice giustamente molto convinto, la seconda non ha motivo di essere negata, dal momento che il futuro che ci aspetta è ibrido e lo resterà saldamente fintanto che l’ebook non si emanciperà da una tenace mimesi del modello cartaceo e intraprenderà una via tutta sua per dare vita a nuove modalità di elaborazione…

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Continuano le proposte per imparare ad usare il wiki nella scuola e non solo.

Attraverso l’uso di wikiesploriamo prendiamo familiarità con questo strumento di scrittura collaborativa che ci permetterà di avere a disposizione un ambiente di lavoro utile sia con i colleghi che con i nostri alunni.

Abbiamo iniziato con una prima proposta (creare le pagine) e ora il percorso continua con una seconda idea: come tenere ordinato il contenuto di una pagina facendo uso degli stili con la possibilità di creazione automatica di un indice dei contenuti.

Esercitiamoci anche a tenere traccia delle discussioni facendo uso dei commenti. Per fare questo è necessaria la registrazione a wikispaces.