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Il Raspberry mi ha sempre un po’ incuriosito. Tempo fa un amico me ne ha regalato uno e ogni tanto ci pasticcio un po’ per un tempo direttamente proporzionale alle cose che riesco a fare. A ottobre, durante la EU Code Week, Andreas Formiconi ha fatto un intervento illustrando Kano, un sistema operativo che gira su raspberry orientato all’insegnamento della programmazione ai bambini. Avevo già provato a scaricare l’immagine di questo SO ma per varie ragioni non ero mai riuscito a metterlo sulla SD Card. Poi finalmente ci sono riuscito, probabilmente complice il fatto di avere una sd nuova 🙂

E allora via agli esperimenti!

Prima di tutto provato Kano: bello, colorato, pieno di attività. Vediamo che se ne può fare. Poi scaricato e installato Raspbian ultima versione. E qui altro esperimento: mettere un servizio tipo EtherpadPiratepad o Framapad a disposizione della rete locale.

Ho seguito queste guide, una per installare il modulo node.js, e una per installare Ehterpad e ci sono riuscito!Etherpad

Nella scuola in questi ultimi mesi si sente parlare in modo sempre più frequente di coding, il pensiero computazionale, tralasciato nell’insegnamento dell’informatica a discapito dell’addestramento all’uso di alcuni programmi che vengono da molti ritenuti indispensabili.
Il ministero dell’Istruzione si è fatto promotore di un’iniziativa che ha lo scopo di colmare la grossa lacuna che si è formata nel percorso formativo della nostra scuola. Attraverso la partecipazione a Programma il futuro gli insegnanti hanno la possibilità di far partecipare i propri alunni ad attività di coding all’interno della piattaforma americana Code.org.
Anche io ho partecipato e iscritto le due classi in cui lavoro. I bambini, di 9 anni, una volta la settimana svolgono le attività proposte in modalità laboratoriale, oppure a casa autonomamente.
Una delle lezioni che si incontrano nel percorso prevede l’invenzione di una storia. Il risultato è stato che la fantasia ha cominciato ad espandersi e i bambini ci hanno preso gusto.
Abbiamo cominciato a raccogliere i risultati in una pagina di un wiki che teniamo come block-notes condiviso e veloce per i lavori di classe. E allora ecco che è scattata l’imitazione: i bambini hanno cominciato a guardare le storie degli altri e a migliorare le proprie.
Per adesso siamo arrivati qui, vedremo come continuerà il lavoro.